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1956-1965: Atomiche nel vicentino - I tanti perché delle armi nucleari
La conferenza ripercorre la storia del dispiegamento nucleare della NATO in Europa, con particolare attenzione all’Italia, dagli anni successivi alla bomba sganciata su Hiroshima nel 1945 fino agli anni Sessanta. Gli autori del libro, grazie a documenti inediti recentemente declassificati, illustrano l’evoluzione tecnologica e strategica che portò allo sviluppo delle cosiddette “atomiche di legno”, armi nucleari progettate per garantire livelli di sicurezza molto elevati.
Vengono inoltre analizzate le scelte politiche della NATO in materia di armamenti nucleari e le modalità con cui iniziò il loro schieramento nel continente europeo. Un’attenzione particolare è dedicata ai documenti declassificati tra Italia e Stati Uniti che, ribaltando molte convinzioni diffuse all’epoca, rivelano la reale posizione dei governi italiani riguardo al dispiegamento delle armi nucleari nell’Italia settentrionale. Le prime giunsero nel 1956 a Vicenza al seguito delle truppe americane della SETAF e nel 1964 con i cacciabombardieri F-84F, dislocati nelle basi di Ghedi e Piacenza, mentre l’anno successivo con i missili Nike-Hercules dell’Aeronautica schierati in Veneto, Lombardia e Friuli.
Altri temi affrontati nella conferenza sono gli aspetti tecnici della sicurezza nucleare e lo sviluppo dei primi sistemi statunitensi progettati per prevenire detonazioni accidentali.
Relatori gen. Alberto Mario CARNEVALE e primo av. Eugenio FERRACIN (autori del libro “Da Hiroshima alle atomiche di legno”)
Moderatore mar. magg. Andrea MOTTA (VicePresidente Istituto del Nastro Azzurro di Schio)
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